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Malattie autoimmuni: forse esiste una risposta

Una sorta di “meccanismo di sicurezza” impedirebbe al sistema immunitario di funzionare correttamente nelle persone con malattie autoimmuni come la Sclerosi Multipla. Sarebbe questa la conclusione a cui è arrivata una ricerca della Monash University, oggi pubblicata su Immunity, e che potrebbe aprire la strada a nuove proposte di cura.

Si tratta di una indagine che, per prima, indaga il modo in cui il corpo gestisce i Linfociti B della zona marginale (MZ), cioè là dove essi formano la prima barriera offensiva contro gli attacchi dei germi. Questo tipo di Linfociti, infatti, non hanno soltanto un ruolo benigno nel corpo ma possono a volte ribellarsi contro lo stesso organismo, producendo anticorpi che diventano fonte di morte sicura per le cellule sane. Questo si era già capito, ma bisognava vedere esattamente il modo in cui avveniva per poterlo contrastare. Ed ecco l’importanza della ricerca del Monash, dove gli scienziati hanno scoperto proprio il meccanismo che regola questi importanti cambiamenti di comportamento dei Linfociti. In pratica, le cellule Linfociti B MZ sono attivate rapidamente dai batteri, ma poi vivono pochissimo, cioè meno di 24 ore. Questo breve lasso di tempo impedisce di creare danni significativi ma se si “rompe” il sistema di sicurezza che garantisce la loro morte entro un giorno, queste continuano a far danno ed ecco manifestarsi in questo modo le malattie autoimmuni.

admin

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