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A Pisa si sperimenta la "scuola a distanza" nel reparto di oncologia pediatrica

Il progetto si chiama “Smart inclusion 2.0″, e nasce dalla collaborazione tra CNR e Regione Toscana. Il primo a sperimentarlo sarà il reparto di oncoematologia pediatrica dell’ospedale Santa Chiara di Pisa e promette di essere un esperimento molto importante, all’avanguardia, e si spera primo di una lunga serie. A volerlo è stata il ministro dell’Istruzione, Carrozza, che lo sta appunto valutando come metodo didattico alternativo.

Permettere ai bambini ricoverati in ospedale per lunghi periodi di seguire le lezioni scolastiche a distanza, grazie ai mezzi di comunicazione moderni (telefonini, tablet…) e alle applicazioni apposite non è solo un “capriccio” ma un vero e proprio metodo curativo per alcuni casi di grave malattia. Infatti, soprattutto nei bambini, la voglia di vivere deve essere costantemente stimolata e partecipare alla vita scolastica con i compagnetti, studiare e imparare come se niente fosse li aiuta a sentirsi vivi e a combattere meglio la malattia che li affligge, e che nei reparti di oncoematologia ha il terribile nome di Leucemia.
Un gesto importante, ha detto il ministro Carrozza, soprattutto perchè super-partes. Non ci sono qui interessi politici ma solo interessi verso i bambini e le loro famiglie. La scuola, inoltre, potrà sperimentare nuove tecniche di insegnamento a distanza che torneranno utili anche in altri casi, nel futuro.

admin

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