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Meningite, fa paura ma si può riconoscere

La meningite fa paura, perchè non si riesce a controllare. Non funziona come l’influenza, nè come il morbillo. All’improvviso spunta un caso e allora si comincia a temere il contagio, ma perchè quella persona l’ha contratta? E dove? E come? Fa paura perchè spesso non lascia scampo e perchè non dà tempo ai medici di intervenire, in alcuni casi. Eppure ci si può benissimo proteggere.

Per ora si parla di un possibile vaccino nazionale contro la meningite, almeno contro le varianti meglio conosciute, ma tutt’ora la discrezionalità della vaccinazione è delegata ai vari enti locali. In Lombardia, la regione con più casi in assoluto, oltre a parlare di vaccini e prevenzione si parla anche di informazione, preziosissima arma che deve essere usata da tutti i cittadini.
Non esistono zone o fattori a rischio, dipende tutto dal tipo di batterio e dall’organismo che lo riceve, dalla reazione della singola persona. Certamente, si è più a rischio dopo aver avuto un’influenza, durante i periodi troppo freddi o troppo umidi.
La vaccinazione oggi disponibile è efficace soltanto contro il solo meningococco di tipo C, per cui la migliore prevenzione è monitorare costantemente il territorio e i sintomi, tra i quali: febbre, vomito, forte mal di testa, sonnolenza … ma anche rigidità del collo, dolore alla colonna vertebrale. Un modo per valutare se i sintomi sono dovuti a influenza o meningite è il “metodo della camminata”, da eseguire su chi ha già la febbre alta (sopra i 38°). Se la persona, nonostante i sintomi, cammina o ci prova non si tratta di meningite; se invece crolla, non si regge sulle gambe il sospetto meningite c’è e il consiglio è di correre in ospedale.

admin

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