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Spagna: staminali adulte regrediscono a embrionali, per la prima volta in un corpo vivo

La grande rivoluzione che hanno portato gli studi sulle staminali consiste nel fatto che si possono creare in laboratorio cellule base per diversi tipi di tessuti e di organi. “Programmando” le cellule (embrionali o tratte da adulti) direttamente in vitro si possono indirizzare a diversi compiti come riparazione del tessuto muscolare, creazione di pareti dei vasi, ma anche -come avvenuto di recente- creazione di parti del cervello o del cuore.

Tuttavia, finora, mai era stata fatta la prova di generare queste cellule dentro un organismo vivente. Lo hanno fatto in Spagna i ricercatori del CNIO, guidati dal dottor Serrano. I ricercatori hanno utilizzato il metodo staminale del premio Nobel giapponese Yamanaka, ovvero la riprogrammazione a ritroso nel tempo che porta cellule adulte a tornare primitive. Solo che per la prima volta lo hanno fatto dentro un organismo vivo, quello di alcuni topi geneticamente modificati con il cosiddetto “cocktail di geni” che si usano normalmente in laboratorio per le riprogrammazioni: Oct4, Sox2, Klf4 e c-Myc.

Una volta attivati i geni, alcune cellule staminali dello stomaco e dei reni hanno cominciato a regredire fino a tornare cellule embrionali che poi sono state prelevate e utilizzate per altri scopi dai ricercatori. La novità incredibile non è solo nel fatto che questo evento si è verificato dentro un corpo vivo, ma anche che le cellule così ottenute sono più efficaci di quelle create in laboratorio, hanno una maggiore capacità di differenziarsi. Grazie a questa scoperta si avvicina sempre più la possibilità di “riparare” organi deteriorati senza il trapianto e di prevenire malattie come Alzheimer e Parkinson.

admin

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