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Un unico test per scoprire in tempo la Malaria resistente

L’Italia è ancora sotto shock per la notizia del bambino piemontese di 6 anni morto di febbre malarica dopo una vacanza di due mesi in Africa. Una vacanza che il piccolo ripeteva spesso, anche con le due sorelline, e mai nessuno dei tre bambini aveva manifestato problemi di salute. La febbre che in pochi giorni ha ucciso il ragazzino sta facendo discutere e, in attesa dei risultati dell’autopsia, si torna a parlare con timore della Malaria.

Proprio in questo clima, giunge la notizia dei nuovi test sviluppati dai ricercatori del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID). In meno di tre giorni, grazie a questi esami, si può rilevare la presenza dei parassiti della Malaria e capire di che tipo sono. Questo gioco d’anticipo è molto importante per identificare per tempo il genere di Malaria che riesce a resistere alle cure, come purtroppo ormai accade. Alcuni parassiti, infatti, possono essere vulnerabili all’artemisina, il farmaco chiave usato per il trattamento della patologia, ma altri hanno imparato ad esserne immuni e sono quelli che provocano a volte anche la morte del paziente.
La velocità del test in questione nasce dal fatto che l’artemisina viene subito somministrata e si vede immediatamente se il parassita che ha colpito quella persona muore subito oppure se resiste. Tradizionalmente, invece, occorrono diversi controlli e visite prima di capirlo e prima di agire di conseguenza. Un attacco diretto e molto efficace che dunque accorcia i tempi di diagnosi e cura e che forse in casi estremi, come quello del bimbo di Vercelli, potrebbe salvare una vita.

admin

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