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Psicologia: siamo tutti un po' Caino

Tempo fa, un bellissimo romanzo di Gianna Schelotto intitolato “Caino il Buono” ipotizzava un balletto del bene e del male moderno tra le vicende di due fratelli, dove il buono alla fine tanto buono non sembrava, mentre il cattivo suscitava tenerezza. Oggi è uno studio della University of British Columbia (Canada) a rivelare che in fondo buoni e cattivi non esistono. Anzi, siamo tutti un po’ Caino, dentro.

Anche la persona più buona in assoluto ha provato o prova, di tanto in tanto, il desiderio di fare del male: a un insetto, a un animaletto, a un suo simile. Il fatto che soffochi questo desiderio lo salva dalla cronaca nera e dal carcere, ma in chi non riesce a farlo diventa motore massimo del crimine. Dunque forse la distinzione tra buoni e cattivi sta tutta lì, nella capacità di controllare certe emozioni. Alcuni sanno farlo meglio di altri.
Lo studio canadese dimostra che le tendenze sadiche sono molto più comuni e quotidiane tra le persone perfettamente sane che non tra gli psicopatici che anzi, spesso, riescono a ingannare tutti con lunghi periodi di apparente gentilezza (“Incredibile, era un così bravo ragazzo!”). Il sadismo, svela la dottoressa Buckles che ha guidato la ricerca, è un elemento base della personalità di ognuno e il fatto di esprimerlo con o senza controllo è il confine che separa una persona normale da un serial killer!
Ci sono professionisti senza macchia che magari praticano il sadismo sessuale con la compagna, nel segreto della camera da letto, ci sono ragazzini che provano piacere a bruciare le formiche o a tiranneggiare il compagnetto, esistono adulti che non possono fare a meno di deviare per investire apposta un gatto che attraversa la strada! Nessuno di loro è un criminale, finchè riesce a limitare questi comportamenti o a controllarli prima che si scatenino. Ma quando ne perdono il controllo, si trasformano in soggetti pericolosi.

admin

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