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Sordociechi e minorati oggi hanno una casa: a Modena

E’ ancora viva nella memoria la triste storia di Giorgio, il bimbetto di tre mesi di Palermo, arrivato in fin di vita all’ospedale per sospette lesioni causate (è ancora una ipotesi) dagli stessi giovani genitori. Il bimbo alla fine è sopravvissuto ma tante sono state le botte in testa che ha perduto per sempre vista e udito. Sordo e cieco, di conseguenza anche muto. Un bambino “senza speranza” di conoscere il mondo. O forse no?

Come lui tanti altri, a cui la Lega del Filo D’Oro offre assistenza e voce e da oggi anche una casa. Una casa vera, con sede a Modena. Un Centro Socio Riabilitativo Residenziale che più che un ospedale sarà una struttura di accoglienza, di educazione e di formazione per bambini e giovani (ma anche qualche adulto) privi di vista e di udito che, grazie agli specialisti, almeno tenteranno di approcciarsi alla vita nel modo più normale possibile in base alla gravità del loro male. Un sogno che diventa realtà, fortemente voluto dai coniugi Fornero.

Callisto e Anna Fausta Fornero hanno cominciato a “sognare” insieme al loro bambino Gabriele, nato sordo e cieco. Era il loro terzo figlio, ma nonostante la presenza di fratelli e amici i due genitori si sono posti il problema: che ne sarà di lui quando non moriremo? Una realtà che purtroppo si è avverata presto per Callisto, morto a soli 57 anni per un tumore, lasciando la moglie a lottare anche per lui. La signora Anna Fausta ha portato avanti l’associazione COME TE, dove i volontari si dedicavano alla cura di queste persone pluriminorate grazie anche all’assistenza continua della Lega del Filo D’Oro. Ieri il sogno è diventato realtà, sotto forma di un Centro suddiviso in quattro corpi principali: uno destinato ai laboratori per la terapia occupazionale e riabilitativa; uno per la mensa e la lavanderia; due per le residenze e la foresteria e gli uffici. Tutto, è stato realizzato immaginando un mondo di autonomia per i pazienti che qui risiederanno.

admin

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