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Contrordine: le donne del XXI secolo vogliono partorire con dolore

L’evoluzione della “razza” femminile passa da molte contraddizioni. Riappropriarsi della propria identità di donna ha significato disprezzare la verginità, partorire senza sofferenza, non partorire affatto. Oggi, nell’era spaziale e digitale, però la donna cerca nuovi orizzonti per essere di nuovo se stessa e dunque si fa ricostruire la verginità, fa figli a 40 anni e li fa con tutte le sofferenze del caso. E’ Dio a ordinare alla donna “Con dolore partorirai i tuoi figli”, ma stranamente le donne che ricorrono al nuovo tipo di “parto sofferto” sono spesso donne atee o poco praticanti. Dunque non c’entra la religione, allora che cosa?

Lo spiegano i direttori delle cosiddette “Case del Parto”, che esistono in Italia un po’ ovunque (Cagliari, Milano, Bologna, Roma, in Campania e in Toscana) e sono centri in cui il parto è inteso come naturale al 100%. Qui non si somministrano medicine analgesiche, non si usano ventose o “tenaglie”, non si pratica anestesia (a meno che non sia necessario un cesareo). Qui si ricoverano quelle donne coraggiose che hanno deciso di vivere il parto “con dolore” fino in fondo. Lo fanno per i motivi più disparati: per vivere profondamente la venuta del figlio, per sentirsi protagoniste, per celebrare in modo indimenticabile un evento unico, per “non essere da meno da mia nonna” (parole testuali!).

In realtà forse è una esagerazione al contrario, ma dettata dal fatto che negli anni si è trasformata una cosa naturale come il parto in una “malattia”. Guardatevi intorno e vedrete quante donne si fanno prescrivere una diagnosi di “gravidanza a rischio” anche quando questa a rischio non è. E quanti parti cesarei inutili si programmano. Lo fanno per restare a casa dal lavoro, terrorizzate dai racconti di sorelle, cognate e amiche che parlano del parto come di una operazione a cuore aperto. Invece, per fortuna, molte donne stanno tornando a capire che far nascere un figlio è un evento normale, naturale, perfettamente gestibile … come facevano le nostre progenitrici nelle caverne, accovacciandosi in un angolo e partorendo da sole. Forse non si arriva a questo punto di “selvatica” tradizione, ma di sicuro le donne oggi chiedono di nuovo il diritto di “poter soffrire”.

admin

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