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Risarcimenti per le trasfusioni infette: in 7.000 attendono conferma

Entrare in ospedale per una trasfusione che dovrebbe salvarti la vita e uscirne, poco dopo, infettato dall’epatite e condannato a una vita di lotta. Succedeva nel 1987 a un uomo, G.L., di Milano ricoverato al Niguarda. Oggi dopo trent’anni di lotta, ha visto finalmente riconosciuto il suo diritto al risarcimento che viene quantificato in 507.603 euro -oltre alla spese fissate in 12.268 euro- che dovrà versare il Ministero della Salute.

Il caso del signor G.L. non è l’unico. Negli anni Ottanta, infatti, quando ancora si sapeva poco di epatite e nulla del virus HIV, furono tantissime le persone che contrassero queste malattie durante le trasfusioni, perchè il sangue dei donatori non veniva controllato a dovere. Oggi, circa 7.000 persone sono in attesa di risarcimento per cifre più o meno elevate, in base al danno ricavato. Il caso di Milano non è quello più costoso, infatti lo scorso mese il tribunale di Palermo ha riconosciuto un risarcimento per una donna infettata dall’epatite diversi anni fa, quantificabile in 900.000 euro.

Ancora più triste e assurda invece la storia di un marchigiano che, sempre negli anni Ottanta, a seguito di un incidente stradale aveva avuto due trasfusioni di sangue e due infezioni: epatite C e AIDS. I parenti hanno portato avanti una lotta, giustamente intensa, e hanno ottenuto un risarcimento di 400.000 euro, giunto troppo tardi perchè nel frattempo l’uomo era morto … non per malattia, tuttavia, ma per un secondo incidente stradale!

admin

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