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Brescia: crisi agli Spedali dove troppa gente pretende il metodo Stamina

E’ scoppiata la “bomba”, come temuto e come preannunciato da Davide Vannoni. La bocciatura del metodo Stamina da parte della commissione dell’ISS, il blocco della sperimentazione e i dubbi che stanno frenando il Ministero hanno riportato tutto nelle mani dei singoli giudici che oggi decidono “no” oppure “sì” in base ai casi loro sottoposti. Succede così che a Brescia ci si ritrovi nel caos.

Gli Spedali bresciani, infatti, sono l’unica azienda ospedaliera autorizzata a portare avanti queste cure, ma soltanto per i pochi mesi previsti dall’autorizzazione ministeriale per le “cure palliative”. Scaduto quel termine, non avranno più autorizzazione a continuare. L’agenzia del farmaco, l’AIFA, lo vieta assolutamente, ma molti tribunali locali lo autorizzano, anzi lo impongono. Come è successo di recente per un bambino di Potenza e per una paziente di Livorno.

Il risultato è che attualmente a Brescia si presentano almeno 368 persone sventolando autorizzazioni che dovrebbero permettere loro di curarsi, ma che vengono bloccate dai NO che arrivano dalle agenzie e dal governo. Una situazione di stallo che sta danneggiando fortemente l’attività del nosocomio bresciano. Intanto, per la prima volta, un tribunale boccia il ricorso di un paziente. Si tratta del tribunale di Pavia che ha negato le cure Stamina a un ragazzo di 20 anni colpito da una malattia neurodegenerativa che non lascia speranze. I genitori, però, promettono battaglia. E così si ricomincia …

admin

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