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Rianimazione: insegnarla nelle scuole salva il doppio delle vite

La rianimazione cardio-polmonare non è una manovra facile. Ci sono troppi dettagli a cui stare attenti per evitare che un tentativo di salvataggio diventi un danno ancora maggiore. Eppure, se insegnata come si deve, diviene la più facile delle cose da fare in caso di emergenza. Un’importanza che ancora in Italia viene sottovalutata e relegata al buon cuore delle associazioni come Fratres, Avis e simili.

Quando il cuore e il respiro si fermano, bisogna riattivarli entro 4 minuti -massimo 6- per evitare che le cellule del cervello rimangano senza ossigeno e muoiano, e con loro si spenga anche la vita. Non sempre l’ambulanza arriva in tempo, per cui sapere come agire è importante per non perdere istanti preziosi. Può capitare in ogni momento, a casa, a scuola, in palestra e per strada, di assistere a malori più o meno gravi. Sapersi muovere può fare la differenza tra vivere e morire.

In Danimarca, dove ormai la Rianimazione Cardiopolmonare si insegna nelle scuole come una vera e propria materia di studi, si è visto che le vite salvate sono raddoppiate. Se nel 2001 (anno di introduzione della materia) solo il 21% dei pazienti colti la malore era arrivato vivo in ospedale grazie al soccorso di passanti e spettatori, nel 2010 la percentuale la percentuale è salita al 43%”. In Danimarca, infatti, qualsiasi persona sa come prestare soccorso in caso di blocco cardiorespiratorio, dal ragazzino di 14 anni all’uomo in pensione. Una competenza questa che anticipa di molto il lavoro dei medici e che permette a persone altrimenti condannate di vivere.

admin

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