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Aneurisma dell'aorta addominale: da oggi di può prevenire la rottura

Di solito siamo portati a pensare che le emorragie da rottura dei vasi sono prevalentemente quelle cerebrali, ma non ci ricordiamo o forse non sappiamo proprio che il rischio di queste rotture dei vasi sanguigni esiste anche per altre parti del corpo, altrettanto importanti. Una vera e propria “bomba a orologeria”, ad esempio, è l’aneurisma dell’aorta addominale (abbreviazione AAA).

La maggior parte delle persone non sa nemmeno di averlo, cresce in silenzio per anni e poi, per un motivo o per un altro, scoppia e dà il via a una emorragia addominale che nel 90% dei casi è mortale. Ci si può salvare solo se si capisce in tempo dove sta il problema o se si riesce a intervenire all’istante, dopo la rottura dell’aneurisma. Ma questa seconda ipotesi è più rara e difficile da attuare, dunque è importantissimo prevenire e prevedere. E per fare questo bisogna cogliere i segni premonitori, cosa che è riuscita a fare la Society of Nuclear Medicine.

I ricercatori del centro, infatti, riportano come per mezzo utile per la prevenzione dell’AAA, la PET/CT, cioè una tecnica di visualizzazione di immagini tramite emissioni di positroni e tomografia computerizzata. In tal modo si è potuto osservare che i globuli bianchi risultano più densi nel connettivo più esterno della parete vascolare. Altri segni premonitori sono l’aumento della presenza di proteina C-reattiva e la una perdita di cellule muscolari lisce nello strato intermedio della parete vascolare. Se questi elementi individueranno effettivamente il pericolo di rottura dell’aorta si potrà intervenire chirurgicamente per eliminare il problema prima che scoppi l’emorragia e dunque dare al paziente una possibilità di salvarsi.

admin

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