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ONU denunciata da Haiti per la diffusione del colera nell'isola

Il 2010 fu l’anno dell’apocalisse, per la piccola isola di Haiti. Paese poverissimo tra i più poveri, nel gennaio di quell’anno fu devastato da un terremoto del 7° grado Richter (220.000 morti) e i pochi superstiti che si salvarono cominciarono a morire verso la fine dell’estate di quello stesso anno di una epidemia di colera che uccise altre 8.000 persone. Oggi, per quella epidemia, lo stato di Haiti ha denunciato l’ONU.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite, infatti, secondo l’accusa non solo non si impegnò a sufficienza (attualmente ancora la popolazione di Haiti vive in tende senza acqua nè fogne), ma ha avuto un ruolo importante nella diffusione di quella terribile malattia. Sarebbe stato in particolare un accampamento di soldati dell’ONU, di origine nepalese, ad aver scaricato per mesi nelle acque dell’unico fiume rimasto pulito i propri scarichi fognari contribuendo dunque a infettare non solo l’acqua ma anche il cibo e gli strumenti di uso quotidiano.

E’ dunque ancora una volta il mancato controllo dell’ONU sui suoi soldati a stare al centro delle polemiche: come avvenne per l’intervento in Bosnia, dove i caschi blu non fermarono i massacri, o con gli interventi in altre parti del mondo, dove si registrarono stupri e crimini da parte dei “soldati della pace”. E oggi questa nuova accusa, confermata, pare, dalle parole di un’operatrice sanitaria che avrebbe le prove che tutto cominciò per colpa dell’inquinamento del fiume da parte dell’accampamento nepalese. Haiti domanderà risarcimenti record: 100.000 dollari per ognuno degli 8.000 morti, e 50.000 dollari per ogni persona contagiata dalla malattia.

admin

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