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I più obesi? I tifosi delle squadre ultime in classifica

Il cibo, si sa, serve non solo a nutrirsi e a trovare energia ma anche a “consolarsi”. Si affoga nel cibo la delusione amorosa, l’ansia lavorativa, la tristezza … perchè il cibo soddisfa quel “vuoto interiore” solitamente legato ai successi personali e ci fa sentire meglio. Ecco perchè, in una società in crisi e perennemente sotto stress, il rischio di diventare obesi è sempre dietro l’angolo.

In America, è stato notato un legame molto stretto tra la delusione sportiva e l’obesità. Uno studio ha messo sotto osservazione le squadre di football di 24 centri importanti, coinvolti in un campionato nazionale e ha analizzato il rapporto col cibo dei cittadini di quei centri e dei tifosi “sfegatati”. Si è visto, in effetti, che più la squadra perdeva più la gente ingrassava. Ma non ingrassavano i cittadini, nel loro numero generico, solo quelli che seguivano la squadra costantemente, identificandosi nei suoi successi e nelle sconfitte.

L’orgoglio per una vittoria, infatti, comporta la sensazione di soddisfazione che impregna tutto l’organismo per cui la persona non desidera “consolarsi” col cibo, cosa che invece fanno i tifosi di una squadra perdente. E il consumo di cibi grassi aumenta soprattutto quando si perde inaspettatamente, con squadre più deboli o con avversari nuovi di zecca. Pur comprendendo l’identificazione personale e l’orgoglio territoriale, occorre “educare” questi tifosi a comprendere la differenza tra la loro vita e quella della squadra. Ingrassare e mettere in pericolo la vita, il cuore, il fegato per il dispiacere causato da altri (i giocatori) è un errore che può costare molto caro!

admin

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