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Studio USA trova legame tra infiammazioni intestinali e rischio cardiaco

Per ora non è un allarme, solo una ipotesi, quella diffusa dai ricercatori della Mayo Clinic di Rochester (USA) dopo aver approfondito alcuni studi sulle malattie infiammatorie dell’intestino, come Morbo di Crohn o la colite ulcerosa che comportano uno stile di vita molto limitato e un’alimentazione selezionatissima. Un piccolo sgarro a queste regole di vita e si torna a soffrire di diarrea, crampi addominali, dolori, sanguinamento rettale, perdita di peso e febbre.

Le infiammazioni intestinali sono malattie con le quali si convive, a forza di cure e medicine. Non sono mortali ma possono elevare il rischio di subire problemi anche mortali in futuro … come alcuni tipi di cancro, come l’ictus e anche l’infarto! Il risultato della comparazione di 9 studi su questo argomento ha evidenziato che effettivamente il rischio (più per le donne che per gli uomini) di essere vittime di ictus e infarto si eleva dal 15% al 25%.

E’ molto difficile che una persona che soffra di infiammazioni intestinali interrompa la sua dieta o si dia agli eccessi, ma se capita bisogna ricordare loro che un’alimentazione scorretta e vizi come fumo e alcol possono aumentare il fattore di rischio anche del doppio. In ogni caso, queste persone farebbero bene a controllarsi più spesso, soprattutto a sottoporsi a periodiche visite cardiache per scongiurare il pericolo o per intervenire per tempo se comincia a manifestarsi qualche disturbo. Lo studio, tuttavia, rimane ancora a livello di ipotesi e non ci sono prove certe di una correlazione causa/effetto tra le infiammazioni e le malattie cardio-circolatorie.

admin

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