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Bari: la cura sperimentale per la "mamma coraggio" non è mai esistita

La storia di Angela aveva colpito tutti. Giovane, bella, sposina, incinta di pochi mesi e già malata di cancro. Una scelta terribile tra la propria vita e la vita del feto che porta in grembo e che non si può prendere con tanta facilità. La soluzione sembrava essere disponibile in una clinica di Bari, in Puglia, dove si applica la terapia sperimentale del Cyber Knife (chirurgia di altissima precisione che può rimuovere i tumori senza danneggiare il resto del corpo).

Una cura sperimentale che non era ancora stata approvata dalla regione Puglia e che la giovane mamma chiedeva per sé, come strappo alla regola, per poter salvare la vita a lei e al suo bambino. Ma la risposta era stata un netto rifiuto e subito si era gridato allo scandalo. Ma oggi arrivano importanti precisazioni. La clinica barese, infatti, non ha rifiutato la cura ad Angela ma a tutti… nel senso che non ha mai nemmeno applicato quella cura fino ad oggi. Si tratta di un macchinario ancora da collaudare, che non si sa come funzioni e che non è mai stato usato per nessuno.

L’assessore alla sanità, Elena Gentile, ha inoltre sottolineato che la signora Angela è stata inviata a Bari dalla clinica campana dove si stava curando ma la clinica in questione non ha mai fatto esplicita richiesta per l’utilizzo del Cyber Knife e dunque, anche se fosse stato in uso, non sarebbe stato possibile sottoporre la signora alle cure. Insomma una vicenda ricca di equivoci, creati dalla voglia di vivere di una giovane donna purtroppo però ingannata da notizie non verificate e dunque tramutatesi in pura illusione. La regione Puglia, comunque, provvederà nelle prossime settimane al collaudo del macchinario chirurgico e forse, in futuro, la signora potrà tornare a farne richiesta.

admin

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