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Cardiologia: lo stent che si riassorbe da solo

Lo stent (dal verbo omonimo inglese, che sta per “inamidare”) è un dispositivo a maglie metalliche che si inserisce negli organi cavi del corpo per sostenerli in modo diverso. Può ridurre una stenosi, evitare un aneurisma, mantenere libero il passaggio e difatti si usa per le coronarie e per i problemi intestinali. Il fatto che sia fatto di maglie metalliche, però, include alcuni rischi come infezioni o rigetto… oltre alle sostituzioni dopo un certo numero di anni.

Da qualche tempo, però, si parla sempre più di un nuovo tipo di stent chiamato BVS (Bioresorbable Vascular Scaffold) e costituito da un nuovo materiale biologico molto ben tollerato dal corpo. Una volta inserito, lo stent “riassorbibile” non viene attaccato dal corpo che lo assimila in fretta e, nell’arco di cinque anni, lo assorbe tra i suoi tessuti. Questo eviterebbe le frequenti operazioni dovute ai problemi che esso può causare.

Uno stent che si riassorbe, dunque, garantisce maggiore elasticità del punto in cui viene inserito, minor rischio di rigetto e soprattutto cinque anni pieni di serenità per il paziente. Se si pensa che in Italia si eseguono 278.000 coronarografie e 140.000 angioplastiche ogni anno, si comprende bene che questa rivoluzionaria idea faciliterà di molto la vita sia ai medici che ai pazienti.

admin

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