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Test del DNA scongiura uno scambio di neonato in culla

Succede in Argentina, a una giovane mamma di nome Maria Lorena che dà alla luce in modo perfettamente naturale una bimba di 3 chili. Un giorno nella nursery per lavarla e sistemarla poi le infermiere la portano alla madre. Ma qualcosa non va. L’istinto materno -antico e prezioso residuo animale- non riconosce quella bambina come figlia propria.

Maria Lorena chiede informazioni alle infermiere le quali dicono che è tutto a posto, che è la sua bimba e che sta bene, 3,8 chili, sebbene abbia sofferto per esser nata podalica. Ed è qui che l’istinto materno ha la sua conferma: Maria Lorena comincia a gridare… quella non è sua figlia! La sua bambina non è nata podalica e solo il giorno prima pesava 800 grammi di meno. Quella è un’altra bambina, non la sua! Il reparto corre ai ripari, pensando che la madre abbia una crisi dovuta alla depressione post parto, e cercano di calmarla e di affidarla a un bravo psichiatra!

Qualche settimana dopo, però, incrociando per caso in uno studio medico una donna che aveva partorito lo stesso giorno, Maria Lorena scopre che anche lei aveva avuto sospetti sul peso della propria bambina. I suoi timori tornano a farsi sentire e stavolta, insieme all’altra donna, si rivolgono a un giudice e pretendono l’esame del DNA. Quell’esame conferma tutto. La figlia di Maria Lorena è in realtà la figlia dell’altra signora mentre lei, Veronica, stava crescendo la bambina di Maria Lorena! Così si è conclusa presto e bene una terribile vicenda che altrimenti avrebbe segnato le vite di due famiglie per sempre.

admin

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