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Il test del DNA riunisce i profughi siriani ai figli

Sono sopravvissuti ad una tragedia che ha ucciso oltre 300 persone, in mare aperto, e forse non ricorderanno mai questi momenti terribili. Ma ricorderanno l’assenza di mamma e papà perché quando sei un bimbo di pochi mesi, o di pochi anni, questo lo percepisci come un dramma ancora maggiore. E così Youssef, Yassam, Ahmud, Karim e tanti altri bimbi siriani scampati al grande naufragio dei profughi lo scorso 11 ottobre si ritrovano orfani anche se non lo sono.

I loro genitori infatti sono vivi, sono ospitati a Malta, ad Agrigento, a Palermo, tra le folle di disperati che hanno tentato la fortuna in Italia e che, nella confusione generale, sono stati separati dai loro piccolini. Ma grazie a un’iniziativa del quotidiano La Repubblica, forse avranno presto occasione di riabbracciarli in quanto si potrà procedere all’esame del DNA per identificare genitori e figli. Tutto è partito da un reportage effettuato dal giornale a Malta, dove tanti profughi chiedevano notizie dei loro bimbi scomparsi, mentre in Sicilia tanti bimbi erano senza genitori.

Troppo semplice fare il calcolo. Più complicato invece capire chi era figlio di chi. Ed ecco che entra in gioco l’esame della saliva, grazie al quale si può risalire al DNA di una persona e da questo al filo sottile che la lega ai suoi genitori. Occorrerà ancora una settimana o due di attesa, perché il kit dell’esame del DNA deve giungere a Malta dall’Italia, ma dopo aver proceduto sarà solo un problema logistico, quello di riavvicinare mamme, papà e figli. E forse per Youssef, Yassam, Ahmud, Karim e le loro famiglie inizierà veramente una vita nuova e migliore.

admin

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