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Se il pensiero muove la protesi … Una realtà tra 5 anni

L’Università di Pittsburgh lo annuncia al mondo. Le protesi guidate dal pensiero non sono più frutto della fantasia dei registi di fantascienza ma una realtà molto prossima. I ricercatori che da anni si dedicano a questo studio sono ormai in dirittura di arrivo e stanno già presentando risultati stupefacenti. Il test più importante è stato eseguito su una donna tetraplegica a cui sono stati impiantati due microchip nel cervello.

I chip traducevano gli impulsi dei suoi neuroni in comandi computerizzati per un arto artificiale che si muoveva quindi con “la forza del pensiero”, come se fosse naturale. Si tratta di un test ancora in fase di sviluppo e mentre si registrano i primi risultati positivi si pensa già a ideare un sistema di trasmissione wireless, in grado di sostituire anche il tatto. Si spera di riuscirci nei prossimi cinque anni, dopo di che il più sarà stato fatto. L’invenzione è eccezionale, ma se si pensa che non fa altro che sfruttare il potere dei neuroni si capisce che la eccezionalità risiede nella sua normalità.

Sembrano lontanissimi nel tempo, i giorni in cui si pensava che ogni area del cervello fosse deputata a una singola funzione. Oggi sappiamo che non è così, che il cervello ha migliaia di funzioni e di comandi ed è un universo tutto da scoprire. Ma ogni scoperta porta una conoscenza nuova e utile anche per la medicina, e grazie ai tentativi come quello di Pittsburgh si riescono a produrre meraviglie in grado di ridare movimento anche a chi non potrebbe muoversi mai più.

admin

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