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Cancro: combattere la spossatezza col Qi-Gong

Una delle conseguenze del cancro, e delle cure di chemioterapia, è la debolezza, la spossatezza perenne che affligge il corpo del malato e che lo rende tra l’altro vulnerabile a tutte le altre malattie. Negli uomini in cura per il cancro alla prostata, a quanto pare, questo senso di spossatezza è più accentuato che in altri tipi di tumore e oggi per vincere questo fastidio c’è una soluzione.

I ricercatori dell’Huntsman Cancer Institute presso la University of Utah (USA) stanno puntando su un tipo di arte orientale, il Qi-Gong, che è al confine con una pratica yoga. Si tratta di movimenti articolati ma molto lenti, ad un tempo rilassanti ma dinamici, collegati alla respirazione e facilmente eseguibili anche dalle persone anziane o debilitate. Nell’esperimento, che ha coinvolto volontari anziani (età media 72 anni) e malati di cancro, si sono visti gli effetti positivi di questa pratica.
I volontari, divisi in due gruppi, dovevano seguire sedute di ginnastica e stretching e sedute di Qi-Gong. I pazienti reduci dal gruppo del Qi-Gong dimostravano una partecipazione più attiva, e allo stesso tempo una diminuzione del senso di fatica e spossatezza che invece l’altro gruppo manteneva. Questo fa ipotizzare che questa tecnica potrebbe essere associata alle cure chemioterapiche e agire insieme ad esse nel combattere la malattia, perchè per guarire bene occorre non solo curarsi ma anche sentirsi bene in forma.

admin

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