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Morire in ambulanza, investiti da un treno. Dramma a Bergamo

Un maledetto puzzle di errori ed equivoci, uno di quei giochi assurdi del destino che incrocia le tessere in modo tale che non ci si salva. Succede nella provincia bergamasca, dove sulla tratta ferroviaria Bergamo-Lecco si verifica un anomalo ritardo di 15 minuti. Un treno lascia la stazione del capoluogo alle 9:25 invece che alle 9:08 e qualcuno dimentica di avvisare le altre stazioni sul percorso.

Le sbarre del passaggio a livello di Pontida attendono oltre l’orario consentito, poi si aprono. In quel momento arriva a tutta velocità un’ambulanza. Trasporta Umberto Pavesi, anziano signore bisognoso di cure, e il figlio Claudio che lo accompagna verso l’ospedale sperando che non sia nulla di grave. Sirene a tutto spiano, passaggio sui binari e proprio in quel momento arriva il treno che doveva già essere passato ed è lo schianto. Sull’ambulanza viaggiano almeno 4 persone, anche se ancora non è chiaro il carico totale tra pazienti e soccorritori. Fatto sta che ci sono almeno sei persone ferite, ma per Umberto e Claudio non c’è più molto da fare. Moriranno poco dopo.
L’ambulanza non era di quelle ordinarie del 118 ma apparteneva a una associazione di soccorritori e aveva più volte fatto quella tratta senza nessun problema. Non ci sarebbe stato problema nemmeno adesso se le sbarre fossero rimaste chiuse, ma il ritardo della stazione centrale ha sconvolto quei secondi preziosi che poi diventano minuti, e che possono cambiare, o bruciare, la vita di una persona all’improvviso.

admin

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