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Siamo tutti egocentrici (ma ci salva il "freno" del cervello)

Di norma, siamo tutti egocentrici e un po’ palloni gonfiati. Lo dice chiaramente il nostro cervello quando siamo bambini e anche se poi questo egocentrismo, con gli anni, si affievolisce (in molti ma non in tutti!) rimane sempre un ricordo latente che tende a venir fuori di tanto in tanto. Una ricerca tedesca, di Lipisa, è andata a fondo alla questione scoprendo che se il nostro egocentrismo si frena è merito del cervello stesso che decide di darsi una regolata.

Spesso diciamo che ai giovani moderni manca l’empatia, ovvero la capacità di mettersi nei panni degli altri. Se è vero, si tratta di un allarme sociale che diventa evolutivo. Se le nuove generazioni non considerano il prossimo, forse il loro cervello funziona diversamente … e male! Nel loro cervello manca qualcosa nell’area chiamata parieto-temporale, precisamente nel giro supramarginale destro, che entra in azione per valutare correttamente gli stati emotivi degli altri evitando distorsioni egocentriche.

Per essere più chiari, quando ci sentiamo tristi percepiamo la tristezza anche negli altri… sebbene gli altri non lo siano. Stesso meccanismo riguarda la felicità o l’ansia o la rabbia. In queste occasioni, il nostro cervello vorrebbe mettere noi stessi al centro e supporre che tutti ci capiscano perchè anche loro si sentono come noi. A quel punto entra in campo l’area parieto-temporale che ridimensiona questa visione delle cose e ci tiene un passo indietro. L’esperimento tedesco, disturbando quest’area con stimolazioni elettriche, ha evidenziato che i soggetti tendono a commettere più atti egoistici e egocentrici a conferma che viene proprio da noi il freno che ci rende più o meno simpatici agli altri.

admin

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