Home » Benessere » I "colori della salute" per salvare i bebé nei primi giorni di vita

I "colori della salute" per salvare i bebé nei primi giorni di vita

Un tempo si nasceva in casa e molte cose non era dato saperle. Poi venne la fortuna di poter partorire in ospedale e di rimanerci per 5 giorni dopo la nascita del bambino. In tempi recenti, al grido: “La gravidanza non è una malattia!” le mamme vengono rispedite a casa dopo appena due giorni dal parto. Ma questa fretta non tiene conto di un fattore importante: alcune malattie dei neonati si possono diagnosticare solo dopo una settimana, e il ritorno a casa spesso impedisce di farlo.

Costantino Romagnoli, il presidente della SIN – Società italiana di neonatologia – ne ha parlato a colleghi e giornalisti durante il XIX Congresso nazionale, svoltosi da poco a Firenze. In Italia, nonostante il calo delle nascite, vengono al mondo oltre 500.000 bambini l’anno. Sono bimbi sani, il tasso di mortalità è ai minimi storici, ma le malattie infantili colpiscono ancora nel 60% dei casi e colpiscono anche perchè non si dedica al neonato quel tempo prezioso per capire i sintomi subito dopo la nascita. Ecco perchè i lavori del congresso hanno ideato un sistema “colorato” per diagnosticare presto e bene eventuali pericoli.

Il “codice blu” indicherà un rischio di cardiopatie congenite, il bianco le malattie metaboliche, il grigio i rischi infettivi e il giallo per l’ittero, quest’ultimo tra i più diffusi. Pulsiossimetria, l’Indice di Apgar, gli screening sono tutti mezzi utili per diagnosticare eventuali disturbi e l’idea è quella di organizzarli secondo questi “codici di colore” così da sveltire le visite entro i primi due giorni di vita del bambino. Tuttavia, una volta tornati a casa, i genitori dovranno collaborare coi medici segnalando qualsiasi anomalia possano notare in modo da agire tempestivamente nonostante la lontananza dall’ospedale. Ricordate che le infezioni dei primissimi giorni possono avere esiti molto gravi … meglio esagerare per prudenza che per troppa rilassatezza.

admin

x

Guarda anche

Psicologia: ecco come “insegnare” le emozioni ai bimbi

  Brutto da dire, ma di questi tempi le emozioni “vanno insegnate”. Un tempo bastava ...

Condividi con un amico