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Morte in culla: forse è un problema di neurotrasmettitori

La chiamano SIDS (Sudden Infant Death Syndrome) oppure SMI, in italiano, che sta sempre per Sindrome della Morte Improvvisa ed è quel fenomeno ancora misterioso che colpisce i neonati nelle prime settimane di vita. I bambini a rischio sono quelli che ancora non hanno compiuto il primo anno di età e quasi sempre sono bambini perfettamente sani, per cui non si comprende la causa.

Si è data la colpa all’allattamento, al modo di coricare i piccoli nella culla, al soffocamento da rigurgito … ma forse c’è molto di più. Una ricerca del Boston Children’s Hospital sta ipotizzando che i responsabili di questa sindrome possano essere alcuni neurotrasmettitori non perfettamente funzionanti. Sono quei neurotrasmettitori che ci consentono di svegliarci quando siamo in pericolo (quando sentiamo un rumore, quando abbiamo dolore, quando per qualsiasi ragione smettiamo di respirare).

Dallo studio di Boston il primo mito da sfatare è quello della “posizione sicura”. Su 71 bambini deceduti, metà erano stati coricati nella posizione “sicura” (sulla pancia) e l’altra metà sulla schiena. Non c’entra il movimento o il rigurgito, dunque, ed è un passo in più verso la conferma delle vere cause della sindrome. Per ora si è nel campo delle ipotesi, ma è probabile che questi neurotrasmettitori funzionino male perchè il corpo del bambino è troppo caldo o poco ossigenato, per cui è sempre bene regolare la temperatura e evitare di fumare nella stanza del piccolo, coprirlo di meno se ha la febbre e non farlo dormire mai nel lettone. Le “posizioni sicure” restano consigliate perchè comunque limitano i danni, anche se ormai è certo che non sono loro le responsabili principali.

admin

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