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Sesso: parlare di quello violento nelle scuole

Una provocazione forte, quella del professor Vincenzo Puppo, del Centro Italiano di Sessuologia di Firenze che in preparazione della prossima Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne (25 novembre) chiede di attuare alcune iniziative che coinvolgano le scuole, le università, le biblioteche e le associazioni per parlare dello stupro. Proprio così, parlare del sesso violento ai ragazzi, senza tabù e senza freni. Parlarne per far capire loro che orrore sia.

L’idea è quella di proiettare nelle classi il monologo sullo stupro di Franca Rame (andato in onda sulla RAI nel 1988), stupro che lei stessa aveva subito da giovane per “motivi politici”. Oggi i motivi sono tanti: i vestiti troppo provocanti, lo sballo del sabato sera, la voglia di farsi notare … insomma sarebbe sempre colpa delle donne. “Invece no” dice il professor Puppo Lo stupro non è MAI colpa della donna, questo va gridato a voce alta!”. La donna ha diritto di vestire e camminare come meglio crede, tocca all’uomo controllare gli istinti e soprattutto non scadere nella spirale della violenza per una soddisfazione di pochi secondi. Bisogna educare i giovani maschi che “violentare” è una tortura e non regala soddisfazione nemmeno a chi lo fa. E’ umiliante per loro, prima che per la loro vittima, così come è umiliante andare a cercare il sesso dalle prostitute.

Per lo sfogo degli istinti esiste la masturbazione che ormai, priva dei tanti tabù del passato, è anche “promossa” dai sessuologi. Poi esiste il rapporto sessuale da fare però con una persona ben precisa, consenziente e conosciuta. I ragazzi devono sapere che uno dei maggiori rischi del rapporto occasionale sono le (gravissime) malattie sessualmente trasmissibili … e queste si possono trasmettere anche attraverso uno stupro. Rispetto per la persona, sia essa donna o uomo, deve stare alla base dell’educazione affinché queste cose non avvengano mai più. Non è impossibile: in Nuova Guinea esiste una piccola tribù che vive in una foresta e che da secoli non riconosce più la parola “stupro”, perchè non è previsto nè mai praticato nemmeno nelle loro peggiori perversioni sessuali. Anche qui, è una questione di rispetto e educazione.

admin

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