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Disabili gravi al Senato: "Ascoltateci, o occuperemo l'aula"

E’ pesante dover rischiare la vita ogni volta che si ha qualcosa da dire, ogni volta che si chiede di farsi ascoltare. Lo hanno fatto per tutta l’estate i malati di disabilità gravi, tra cui anche la SLA, e continuano a farlo nel nome dei propri diritti, dell’assistenza dovuta, che deve rientrare nei piani finanziari del governo. Anche ieri, a Roma, ha preso atto la protesta di una quindicina di disabili gravi. Protesta che ha preso svolte anche drammatiche.

A metà mattina, infatti, dato il pesante silenzio che proveniva dai palazzi, uno dei malati di SLA ha deciso di staccare il respiratore senza il quale il suo corpo avrebbe avuto un’autonomia di poche ore prima di entrare in crisi respiratoria. Subito dopo, altre dieci persone hanno seguito l’esempio e si è davvero rischiato di vederli morire in massa. Forse anche per questo finalmente è arrivata l’attesa risposta da parte del sottosegretario all’Economia, Paolo Beretta.

Beretta ha accettato di accogliere e ascoltare i malati, ha spiegato loro che in Senato si sta discutendo proprio dell’assistenza ai casi come il loro e loro hanno ribadito che nessuna decisione importante può essere presa senza ascoltare i diretti interessati e le cose che hanno da dire sul proprio vissuto. Un nuovo appuntamento è stato fissato per oggi alle 10:30 e si spera di giungere a un accordo che faccia contenti tutti, perchè altrimenti la protesta continuerà e stavolta si potrebbe decidere di occupare le aule del Senato. Non hanno paura di nulla, queste persone, nemmeno di morire asfissiati. Non si arrenderanno.

admin

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