Home » Benessere » Stamina: il tribunale di Roma decide che "il malato ha diritto alla speranza"

Stamina: il tribunale di Roma decide che "il malato ha diritto alla speranza"

Si riapre la polemica su Stamina, stavolta per voce del tribunale di Roma che accoglie il ricorso di una donna di 46 anni malata di sclerosi multipla e che, secondo i giudici, nonostante il decreto Balduzzi “aveva diritto di sperare ancora”. Di conseguenza, per ordine del tribunale, gli Spedali Civili di Brescia dovranno somministrare alla paziente le cure di cui ha bisogno, finché sarà necessario.

La storia della signora comincia trent’anni fa, con la diagnosi della malattia. Le cure tradizionali non fanno effetto e così si tentano anche cure alternative ma senza successo. Il medico curante valuta la situazione e decide di tentare la strada delle cellule staminali, ma le cure di Davide Vannoni sono già state sconfessate dalle commissioni governative e così la signora si rivolge al tribunale come ultima speranza. La legge le ha dato ragione e ora dovrà essere applicata.

Gli ospedali di Brescia non potrebbero somministrare le cure perchè il decreto Balduzzi non lo permette, ma l’ordinanza del tribunale romano è legge anche essa e come tale va applicata. Un conflitto insanabile che sta confondendo e stressando ancora di più le persone malate che cercano solo una speranza. Ed è su questa parola, SPERANZA, che si gioca tutto. Infatti, nell’ordinanza di Roma per la prima volta viene citato come motivazione “il diritto alla speranza del malato“. Non si dichiara che Stamina sia una cura efficace ma che può essere vista come una speranza, e i malati che ad essa si aggrappano devono poterci credere fino in fondo. Una dichiarazione che cambierà molto nella legislazione che circonda questa infinita diatriba.

admin

x

Guarda anche

Lavastoviglie ricettacolo di batteri e funghi

La lavastoviglie è un ricettacolo di batteri e funghi. L’allarme arriva da uno studio guidato ...

Condividi con un amico