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AIDS: a Milano il contagio è più diffuso

Di AIDS non si muore più come un tempo e la ricerca scopre sempre nuovi segreti sul virus Hiv che fanno supporre di essere prossimi alla scoperta di un vero e proprio vaccino. Ma il calo di mortalità non deve far abbassare la guardia. L’AIDS rimane sempre una malattia grave, se non altro per la velocità con cui si diffonde il contagio.

In Italia, la città “capitale” del contagio dell’AIDS è Milano. I dati parlano di tre nuovi casi ogni due giorni e di 572 pazienti in cura nel 2013 e se si pensa che i contagi erano 226 tre anni fa e 289 nel 2012 si evince che la situazione è fuori controllo. L’aumento del contagio indica anche una nuova indifferenza delle persone alle precauzioni che per tutti gli anni Novanta sono state consigliate durante le campagne di prevenzione. Oltre all’ormai confermato rifiuto del preservativo da parte dei più giovani, ci sono gli adulti che potrebbero aver avuto rapporti a rischio ma che non si fanno visitare.

La diffusione senza controllo dell’AIDS, se non porta alla morte, porta però alla sopravvivenza prolungata di un virus che si sta cercando di fermare, proprio perchè abile e subdolo, in grado di travestirsi e sfuggire come niente. Lasciare che l’Hiv viva, di corpo in corpo, potrebbe significare dargli il tempo di diventare più forte. Ecco perchè le precauzioni anti AIDS vanno prese ugualmente, sempre. Come se ciò non bastasse, la ASL di Milano registra un aumento di malattie sessuali come la gonorrea e la sifilide. A rischio, come volevasi dimostrare, i soggetti di età compresa tra 19 e 35 anni.

admin

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