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Recuperare le lesioni al midollo grazie alla ipossia

La ipossia, come dice la stessa parola, è una carenza di ossigeno. Di solito si usa questa parola per indicare una emergenza … una persona in ipossia va aiutata, rianimata, ossigenata. Eppure quello che per alcuni è un danno, per altri può essere un aiuto. Per lo meno così dichiara un gruppo di scienziati della Emory University di Atlanta (USA), dopo uno studio su persone con danni al midollo spinale.

I ricercatori hanno scoperto che un buon 59% di lesioni al midollo sono “incomplete”, ciò significa che il midollo può cambiare nel corso del tempo e recuperarsi così da permettere di ritrovare le funzioni perdute. La maggior parte delle persone con lesioni al midollo non può camminare e vive in sedia a rotelle. In particolare se il danno ha colpito i livelli C2 e T12, il soggetto riprende raramente a camminare perchè mancano alcune connessioni importanti rovinate dal trauma.

Lo studio americano però ha ipotizzato questo nuovo modo per “rinnovare” quelle connessioni perdute. Hanno sottoposto i pazienti con lesioni midollari non troppo gravi (riuscivano già a camminare un po’) a un trattamento di ipossia, ovvero a una terapia di respirazione con quantità minore di ossigeno, rispetto all’anidride carbonica e si sono registrati effettivamente miglioramenti nella resistenza e nella velocità del passo. In stato di ipossia, infatti, si attiva un neurotrasmettitore che innesca una grandissima quantità di cambiamenti proteici che potrebbero aiutare le connessioni midollari a riprendersi. Dunque cosa succederebbe se si utilizzasse questo stesso metodo nei pazienti con lesioni midollari più gravi? E’ la sfida in vista per il prossimo futuro.

admin

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