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Sesso: la "pillola del giorno dopo" non è oggetto di obiezione

Impossibile trovare la “pillola del giorno dopo” in Italia. Ecco l’ultimo allarme lanciato da centinaia di persone, in particolare da stranieri o da italiani che tornano in patria dopo una lunga assenza. Un fenomeno che meraviglia e preoccupa, soprattutto se si considera che la mancata prescrizione di questo farmaco anticoncezionale è attribuita alla “obiezione di coscienza” del ginecologo (9 su 10!).

Questo riporta ancora una volta i riflettori sulla regressione del popolo e della cultura italiana, sempre più basata sull’ignoranza (intesa nel vero senso della parola, IGNORARE le nozioni, le regole, le leggi di base). L’obiezione di coscienza, per i medici cattolici, nasce sul discorso aborto. L’aborto, ovvero togliere la vita a una cellula già fecondata e dunque a un potenziale essere umano in embrione, equivale a un omicidio e dunque il medico che ha fede nei dettami della Chiesa può sentirsi in dovere di rifiutarsi di praticarlo. Ma la pillola contraccettiva non uccide nessuno. Semplicemente impedisce l’incontro, la fecondazione. Impedisce che due cellule diventino la base di un essere umano. Non interrompe la vita, impedisce che questa abbia mai inizio.

Scelte giuste? Scelte sbagliate? A ognuno i conti con la propria coscienza. Ma il medico, cattolico o meno, non può e non deve permettersi di rifiutare un medicinale che non fa nulla di male. Anzi, se si rifiuta commette un abuso e può essere denunciato. Ma intanto troppi medici sembrano non capirlo, o non saperlo affatto, e continuano a nascondersi dietro scuse e rifiuti che non hanno senso, provocando anche forti disagi ai pazienti. Pazienti che spesso vivono nella ignoranza anche loro e che non sanno, ad esempio, che la “pillola del giorno dopo” può essere prescritta da qualsiasi tipo di medico, anche un dentista o un otorino, e che non esiste l’obbligo di rivolgersi al ginecologo o al pronto soccorso.

admin

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