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Hong Kong, l'aviaria fa sempre più paura

Ci si domanda cosa stia succedendo a Hong Kong, isola felice della salute, dove fino a poco tempo fa non si parlava nemmeno delle epidemie, nonostante l’enorme densità abitativa. In una Cina sconvolta dai casi di contagio dell’aviaria, che dagli allevamenti era già passata agli umani in alcune regioni, facendo registrare un morto e una donna in gravi condizioni, Hong Kong rimaneva preservata.

Da sette giorni non è più così.
Sette giorni fa, infatti, una ragazza era stata trovata positiva al contagio di virus H7N9 dell’influenza “dei polli” e ieri, invece, è toccato a un uomo di 80 anni. Entrambi i casi sono stati immediatamente trattati: messi in isolamento e curati con ogni medicinale possibile atto allo scopo, sono tuttavia tenuti in osservazione. Il rischio, in una città affollata come Hong Kong, è proprio che da questi due casi parta una vera e propria pandemia che metta al tappeto l’intero sistema sanitario.
L’emergenza è a livello “grave”, sono stati intensificati i controlli alle frontiere e la gente è invitata a seguire regole precise per evitare il contagio. L’influenza aviaria fu tristemente protagonista alcuni anni fa di un allarme mondiale che mise in crisi ospedali e struttute sanitarie, allarme rivelatosi poi non così esteso come sembrava. La malattia, finora trasmessasi solo da animali a uomo, ha fatto registrare un paio di casi di contagio uomo-uomo nella Cina del sud. Ora, con i casi di Hong Kong l’allarme torna elevato mentre si rimane a osservare gli sviluppi futuri.

admin

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