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Cellule bio-ingenierizzate vincono la leucemia acuta in 2 mesi

Se tutto va bene, avranno presto le ore contate malattie come la leucemia linfoblastica acuta (ALL o LLA) e altre forme di tumore del sangue. Se n’era parlato tanto ma non si aveva ancora la certezza che potesse funzionare, oggi tale certezza arriva da un nuovo studio condotto dai ricercatori statunitensi dell’Ospedale dell’Università della Pennsylvania e dell’Ospedale pediatrico di Philadelphia.

Il trattamento sperimentale ha utilizzato cellule linfociti T bio-ingenierizzate, ovvero delle cellule che sono state manipolate apposta per uno scopo ben preciso. Tali nuove cellule sono in grado di legarsi alla proteina CD19 che si trova sulle cellule malate e di distruggerla fermando dunque la vita di quel tipo di cellule. Il primo test è stato fatto su una bambina di 8 anni, nel 2012, e ad oggi la malattia è sparita senza recidive. Si è proseguito dunque sperimentando la nuova cura su 27 malati di leucemia, tra cui 5 adulti e 22 bambini.
Nell’arco di poche settimane la malattia è sparita in tutti i soggetti e, salvo 6 casi, non si è mai più ripresentata. In due mesi dunque si è riusciti a far sparire una delle leucemie più aggressive finora conosciute e senza effetti di ritorno. Il successo si attesta intorno al 90%, che è un risultato sorprendente e incoraggiante dato il tipo di malattia trattata. Oggi di può dunque dire che questo metodo funziona e che funziona sul serio, anche perchè le cellule T bio-ingenierizzate -dopo aver sconfitto il nemico- rimangono attive in circolo a “vigilare” e a “insegnare” al sistema immunitario come muoversi.

admin

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