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Animali in ospedale: l'Emilia Romagna dice sì

E’ stato provato più di una volta che l’influenza di un animale domestico su una persona malata può contribuire a darle la forza di reagire, di guarire. E’ accaduto con la bimba di 4 anni che la scorsa estate ha cominciato a reagire alle cure dopo aver potuto riabbracciare il suo cane, nell’androne dell’ospedale; accade nella storia commovente del pastore tedesco che continua a far la guardia al suo padrone ormai in coma… Allora perchè non ammettere gli animali nelle strutture di cura?

Se lo sono chiesto, primi fra tutti, in Emilia Romagna dove la regione ha voluto appositamente un parere della Commissione per le Politiche Sociali e della Salute sull’idea di aprire le porte degli ospedali a cani e gatti. La commissione si è dichiarata favorevole, purchè ogni struttura si adegui con dei regolamenti ben precisi che permettano le visite di questi animali ma senza mettere in pericolo la salute degli altri pazienti. Sappiamo già che gli ospedali possono essere culla di infezioni e non è certo necessario peggiorare le cose.

La commissione ha dunque posto dei limiti: gli animali domestici avranno accesso agli ospedali e alle altre strutture sanitarie soltanto negli orari di visita riservati anche ai parenti e ovviamente non potranno essere ammessi nei reparti a rischio. Esclusi dunque Terapia intensiva, Chirurgia e Traumatologia d’urgenza, oltre ai reparti d’isolamento e ai centri di trapianto, di dialisi, di Grandi Ustioni e nei Reparti Maternità. E’ quasi sicuro, quindi, che le visite degli amici a quattro zampe saranno concesse solo in locali comuni, o forse anche all’aperto dove possibile, in modo che si crei una zona neutra per evitare nuovi germi.

admin

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