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Stamina: un altro tribunale vota per il sì a Pesaro

E dopo Noemi, Federico. Il bimbo di 3 anni a cui era stata negata la terapia a base di cellule staminali potrà invece curarsi. Lo ha stabilito ieri il tribunale di Pesaro accogliendo l’ennesimo reclamo di genitori disperati decisi a tentare il tutto per tutto per salvare la vita del loro figlio. Federico soffre di un rarissimo morbo che gli sta paralizzando lentamente il corpo e per tentare di star meglio dovrebbe sottoporsi alle cure Stamina presso gli Spedali di Brescia.

Il bambino aveva già ricevuto 5 infusioni ma poi era arrivato lo stop. Una sentenza precedente aveva imposto la cura solo ed esclusivamente presso aziende riconosciute dall’AIFA, e non presso i laboratori di Vannoni. Ma il tribunale di Pesaro ha contraddetto la decisione precedente: Federico potrà curarsi dove vuole e come vuole, dunque anche con Stamina.

Il tribunale, riunito in collegialità (presidente Mario Perfetti, Francesco Nitri e Carla Fazzini) non fissa più alcuna limitazione al numero di infusioni, confidando nel giudizio medico per capire quanto e come continuare nel tempo. Le spese legali saranno a carico degli ospedali di Brescia che dovranno garantire il via libera alle terapie secondo come desiderato dalla famiglia, che oggi festeggia una ritrovata speranza. Ma questa tempesta di sentenze positive a Stamina sta preoccupando non poco la comunità scientifica nazionale ed estera. La legge, dicono in molti, non deve permettersi di giudicare la validità di una cura medica in quanto non ne ha le competenze.

admin

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