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Nasce in Italia l'indice di qualità della dieta

Chi vi ha detto che non potete mangiare cioccolato? Chi vi ha detto che nel pane ci sono troppe calorie? Si può mangiare più o meno bene, con più o meno consumi calorici, dipende tutto da un nuovo parametro messo a punto a Roma, presso i laboratori di ricerca dell’Università La Sapienza: lo chiamano IQD, Indice di Qualità della Dieta e promette di mandare in pensione il famoso BMI, indice di massa corporea.

Sono due cose diverse, naturalmente, ma troppo spesso sul secondo si è fatto un cieco affidamento. E’ vero che la massa corporea è importante per capire se siamo sovrappeso, ma lo è pure (anzi soprattutto) la qualità di ciò che mangiamo e come lo mangiamo. A questo serve l’Indice di Qualità della Dieta presentato al VII Congresso regionale della Società italiana dell’obesità (Sio), che si tiene proprio a Roma. L’IQD si ottiene moltiplicando l’apporto di carboidrati e zuccheri (non integrali) per quello degli acidi grassi saturi. Il risultato va poi diviso per l’introito di fibre (cereali integrali, vegetali, frutta) assunte.

Il nuovo indice di controllo per l’obesità nasce dal confronto di diversi diari alimentari (120) di diverso stile, comprendenti anche vegani, persone magre e persone obese. Pure se così diversi però tutti quanti assumevano quantità caloriche sovrapponibili e tutti si allenavano più o meno a lungo durante il giorno e i risultati non sono stati quelli che ci si aspettava. Non era detto che chi aveva una dieta più varia fosse più grasso di altri. Insomma, non è detto che un onnivoro sia per forza più grasso di un vegetariano. Se sa bilanciare bene consumo di carne e latticini con fibre e verdure può mantenere un peso simile o addirittura inferiore a quello di persone abituate a fare dei vegetali la loro unica fonte di sostentamento.

admin

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