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Pace-maker via catetere: addio al taglio chirurgico

La “gara” dei pace-maker è iniziata e si prospetta molto interessante, perchè volta a trovare la soluzione migliore per i pazienti e col minor disturbo possibile. Grazie alle nuove tecnologie, i dispositivi medici diventano sempre più piccoli e precisi e se già si parlava di un pace-maker senza fili per dare più libertà al paziente (e meno disagi da intervento) ora ne arrivano due nuovi e migliori.

Il primo, realizzato dall’azienda Nanostim, è lungo appena lungo 4 centimetri e non ha fatto in tempo nemmeno ad uscire che un’altra azienda, la Medtronic, gli ha contrapposto il proprio prodotto appena sfornato! Si tratta stavolta di un pace-maker ancora più piccolo, 2,4 centimetri per 0,75 di volume. E non solo, ma non occorre nessun intervento di chirurgia per impiantarlo, solo … un’iniezione. In realtà si inseriscono con un catetere che viaggia dentro i principali vasi sanguigni e raggiunge il cuore depositando il dispositivo.

Qui esso si impianta nelle pareti e funziona grazie a una minuscola antenna che però fa risparmiare moltissima carica di batterie, col risultato che il pace-maker va cambiato dopo 10 anni e non dopo 5 anni, come avviene oggi. Unico limite di questa meraviglia tecnologica è che non può ancora agire su più punti del cuore ma solo su un unico disturbo. Dunque va impiantato a pazienti non gravi e va ancora migliorato. Nel frattempo, però, si possono valutare i risultati di questo nuovo modo di stimolare il cuore, senza far subire ai pazienti il taglio chirurgico che, sebbene fosse già ridotto al minimo, era comunque un rischio nei primissimi giorni.

admin

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