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Se il nostro cervello preferisce la campagna …

Uno studio condotto dall’università inglese di Exeter, per mezzo di scansioni cerebrali MRI (la risonanza magnetica per immagini), ha permesso di scoprire la struttura di base del nostro cervello per quanto riguarda il nostro habitat ideale. Le sorprese non sono mancate e confermano ancora una volta che, nonostante l’uomo sia un animale sociale, è nato per stare nel silenzio e nella quiete.

Lo studio ha visto alcuni volontari sottoposti alla visione di immagini diverse che ritraevano ambienti naturali e ambienti cittadini. Davanti alle prime immagini, i soggetti registravano calma, serenità, positività mentre osservando le scene cittadine si creava una piccola sensazione di panico che impediva di elaborare e conservare bene le immagini visionate nel cervello. Era come se osservando le scene di città la persona cercasse di riprodurne la frenesia, lo stress, anche se si trovava in un ambiente chiuso e rilassato.

Ma c’è di più, secondo il leader dello studio, il dottor Ian Frampton. Quando il cervello cerca di elaborare e immagazzinare troppe informazioni in una volta si comporta come durante un’emergenza, ovvero in modo innaturale. Dunque, se la visione cittadina dà alla persona una reazione innaturale significa che, di base, il cervello umano non riconosce quell’ambiente come ideale. Invece il verde, la pace dei colli e delle montagne (ma anche del mare!) viene accolta come visione di un habitat perfetto. Insomma, il nostro cervello preferisce la campagna, la periferia, il villaggio medio-piccolo e forse, allora, le città dovrebbero tutte essere strutturate all’inglese … con un centro caotico vissuto solo per motivi di lavoro o di svago, ma lontano dall’ambiente “casa”.

admin

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