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Aviaria: un altro decesso legato alla mutazione del virus

L’aviaria fa ancora parlare di sé. Questa influenza anomala, venuta fuori con tanto clamore alcuni anni fa come una malattia che sterminava interi allevamenti di pollame e che poteva essere potenzialmente pericolosa per l’uomo, oggi è diventata un pericolo vero. Ma non per il ceppo scoperto in quell’occasione, quanto per alcune sue evoluzioni che sono -purtroppo per noi- nuove di zecca.

Se inizialmente si credeva che bastasse sopprimere i polli malati per fermare il contagio oggi ci si rende sempre più conto che il virus è in grado di adattarsi all’essere umano e di trasmettersi anche tra uomo e uomo come è successo sull’isola di Taiwan. I virus sono diversi, sempre del ceppo H1 ma di tipo differente. L’ultimo in ordine di tempo a diventare nocivo è stato H10N8 registrato nella Cina del sud, precisamente nella provincia di Jiangxi.

Proprio qui, a inizio mese, c’è stata la prima vittima, una signora di 73 anni. La donna, morta il 6 dicembre, era stata ricoverata per quella che sembrava una polmonite acuta. Invece nel suo corpo aveva preso piede il virus dell’aviaria H10N8, finora mai visto sugli esseri umani e forse per questo non riconosciuto per tempo dai medici che l’avevano in cura. Si sono immediatamente svolte le analisi su parenti e vicini della donna e solo quando si è avuta la certezza totale del mancato contagio si è diffusa la notizia.

admin

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