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Stamina, reso pubblico il rapporto dei NAS: "E' un metodo pericoloso"

Soltanto ieri scoppiava l’ennesimo scandalo, dopo la denuncia di una famiglia di Torino che avrebbe subito la truffa di 40.000 euro per curare la propria bambina col metodo di Vannoni, inseguendo una guarigione mai avvenuta. Oggi, lo scandalo si arricchisce di particolari dopo che alcuni quotidiani nazionali hanno reso noto il rapporto dei carabinieri del NAS e della commissione ministeriale su Stamina.

Nessuna traccia di cellule staminali, o se sono presenti lo sono in traccia minima e non sufficiente; le colture delle cellule sono trattate con siero fetale bovino che dovrebbe essere certificato come appartenente a mucche prive di BSE (il morbo della mucca pazza), ma questa certificazione non sarebbe mai stata trovata. Nelle colture sono stati trovati antibiotici, un elemento questo che conferma la possibile tossicità di alcune delle cure e che potrebbe causare embolie polmonari o cerebrali, se immesso nel corpo.

I carabinieri del NAS hanno ipotizzato che Stamina sia in realtà un “frullato indefinibile” e che i dati presentati in Italia siano diversi da quelli che Vannoni aveva presentato alcuni anni fa alle commissioni scientifiche americane (che comunque avevano espresso un netto rifiuto). Gli esperti dell’ISS, in Italia, hanno provato più volte, per ore, a tramutare le cellule mesenchimali in cellule staminali secondo il metodo suggerito da Vannoni ma non sarebbe mai avvenuto tale “miracolo”. Tutto questo, alla vigilia dell’elezione di un nuovo comitato di esperti, mette fortemente in dubbio il futuro di queste terapie perchè si assottigliano sempre più le ipotesi di una loro vera efficacia.

admin

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