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Stamina: nessun beneficio ai pazienti, nuovi indagati a Brescia

Si spalancano altri preoccupanti scenari sul caso Stamina che ogni giorno di più diventa un pozzo di accuse nei confronti di Davide Vannoni e della sua fondazione. A un passo dalla costituzione di una nuova commissione, a un passo dal riconoscimento (a detta di Vannoni) del suo lavoro a Miami, continuano a venir fuori nuovi inquietanti dati.

Il lavoro del pm Raffaele Guariniello va avanti e trova nuovi indagati, stavolta a Brescia. Non è chiara nemmeno la condotta degli Spedali Civili e da quanto si legge nei documenti fin qui raccolti esisterebbero «gravi anomalie relative al consenso informato e al trattamento dei dati proprio nella documentazione pendente presso gli Spedali Civili di Brescia». La struttura inoltre sarebbe inadeguata alla produzione di queste terapie.

E mentre il ministro Lorenzin, pensando alla nuova commissione, parla di Stamina come di un evento che ha gettato discredito sull’Italia e messo a rischio la vita di molte persone, si viene a sapere nei dettagli cosa contenevano le infusioni che venivano praticate ogni giorno ai pazienti: in alcune c’erano frammenti ossei, in altre delle cellule fetali bovine che potevano essere affette dal Morbo della Mucca Pazza, in altre ancora tracce di sostanze tossiche. E forse è legato a questo l’insorgere di gravi problemi che avrebbero minato la salute di alcuni pazienti e causato il decesso di altri, secondo alcune nuove accuse che andranno certamente verificate e chiarite. I miglioramenti tanto declamati dai parenti di molti pazienti, poi, non sarebbero mai avvenuti secondo i dati in possesso degli inquirenti. Il prossimo 28 dicembre ulteriori sviluppi con la conferenza stampa di alcuni sostenitori di Vannoni, a Roma.

admin

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