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Ricerca USA alla scoperta dei "segreti" del coma

E’ un mistero tutto da scoprire, e che potrebbe aiutare moltissimo i medici nelle loro diagnosi. Soprattutto quando è in gioco una vita, quando si deve decidere per una donazione di organi, quando si deve capire se il paziente potrà mai “tornare” dalla dimensione dell’incoscienza. Un cammino arduo che stanno cercando di percorrere i medici della equipe di Martin Monti, della UCLA di Los Angeles.

Sono gli stessi medici che hanno analizzato il cervello di Ariel Sharon, l’ex premier israeliano in coma dal 2006, scoprendo inaspettate attività elettriche che rispondevano a determinati stimoli. Da qui la ricerca di una risposta. E se fosse vero, come sostengono gli oppositori dell’eutanasia, che il cervello di una persona in stato vegetativo non si spegne ma si trasforma, riadattandosi a funzionare in modo diverso ma comunque funzionando? Un dilemma interessante e grave, che va verificato al più presto.

L’equipe del dottor Monti, intanto, ha scoperto che la coscienza propriamente detta non esiste. Esistono collegamenti elettrici tra i neuroni del Talamo (area al centro del cervello) e neuroni della corteccia. In presenza di questi collegamenti si è coscienti, se questi si interrompono si è incoscienti. Bisogna capire come e perchè a volte, in certe situazioni, questi collegamenti interrotti si riallacciano e perchè, invece, altre volte rimangono interrotti per sempre causando alla persona lo stato vegetativo e, a lungo andare, anche la morte. Ma dalla base fin qui scoperta, sarà più facile proseguire nello studio in futuro.

admin

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