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Difende la sperimentazione animale: minacciata di morte ma difesa dai veterinari

Avere coraggio significa alzarsi ogni mattina e combattere. Non contro una malattia, ma contro quattro malattie, tutte gravi, tutte rare e senza cura. Coraggio è alzarsi e dire la propria idea liberamente e affrontare la stupidità feroce di persone che dicono di voler difendere gli animali ma in realtà non hanno cuore nè per le bestie nè per l’uomo. Così Caterina, 25 anni, malata da tutta la vita, che sarebbe dovuta morire da piccola è ancora qui, viva, grazie alla scienza e alla sperimentazione eseguita anche sugli animali.

E Caterina lo dice, lo grida a gran voce: sono grata alla sperimentazione sugli animali, perchè ha permesso alla ricerca di mantenermi ancora in vita, e anche se non ci sono cure per le mie malattie so che presto verranno trovate, grazie proprio al sacrificio di tutte quelle bestioline. Immediatamente si scatena -sulla sua pagina facebook e sul web- la follia di una massa arrogante e ignorante che arriva anche a minacciare questa ragazza di morte. Massa arrogante, perchè quando si sta bene fisicamente è facile dare addosso a una persona che soffre. Massa ignorante perchè parla senza conoscere: non sa, infatti, che ad oggi la sperimentazione sugli animali è molto limitata e si esegue solo per le ricerche su malattie importanti; non sa, infatti, che in passato la sperimentazione sugli animali si usava per creare cosmetici, saponi, shampoo, creme per il viso e antirughe… magari le stesse che usano loro, gli “animalisti” dalla minaccia facile.

Caterina, comunque, non è più sola. Dalla sua parte si schierano le persone che conoscono i limiti della decenza, che pur amando gli animali sanno cosa vuol dire malattia e ricerca. Dalla parte di Caterina si schierano anche i veterinari, ovvero i medici che dedicano la loro vita a curare gli animali e che oggi dicono: le offese verso questa ragazza sono segno di una diffusa ignoranza, chiunque ha osato scrivere quelle cose contro Caterina deve assicurarsi prima di non aver mai pestato una formica, ucciso una zanzara, di non indossare scarpe o borse in pelle, di non usare rossetti e di non curarsi con aspirina e altri farmaci innocui, tutti però testati sugli animali prima di finire in farmacia. Tutti amiamo gli animali, e per questo li ringraziamo anche quando si sacrificano per noi. Gli indigeni australiani -che vivono di caccia- uccidono decine di animali al giorno ma prima di mangiarli eseguono un rituale di ringraziamento verso la bestia che recita più o meno così: “grazie di avermi concesso di vivere ancora”.

admin

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