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Trapianti: una storia di coraggio e generosità per chiudere l'anno

Se non ci fossero i personaggi, vivi e vegeti a testimoniare, sembrerebbe l’ennesima favola di Natale. E’ la storia di un uomo di 47 anni, malato da tempo, con i polmoni e il fegato a pezzi, che fa la spola tra Salerno (dove vive) e Torino dove viene seguito periodicamente. Da tempo in lista di attesa per uno o più trapianti, l’uomo viveva con la forza della speranza nonostante fosse solo.

E venerdì sera, solo com’era, si è sentito male. Ma nonostante i problemi di salute ha chiamato un taxi e si è fatto portare alla stazione. E’ salito sul treno con la sua bombola di ossigeno a fianco per recarsi a Torino, alle Molinette, sperando ancora di arrivare vivo. E dato che al destino piace sfidare i coraggiosi, un’altra prova lo attende durante il viaggio. La bombola di ossigeno si guasta quando si trova ancora a metà strada e, nonostante l’aiuto dei passeggeri, l’uomo comincia a peggiorare.

Arriva a Torino già in gravi condizioni, viene ricoverato e tenuto sotto osservazione ma la sua salute è gravemente compromessa. Ed è a questo punto che arriva la notizia della disponibilità di polmoni e fegato provenienti da una giovane donna genovese morta di emorragia cerebrale. Una corsa contro il tempo, una operazione chirurgica lunghissima che occupa tutta la notte tra sabato e domenica e che finisce con esito positivo. Tutto è andato bene, l’uomo ha ottime possibilità di sopravvivere. Dall’altro lato della splendida favola, c’è il dolore della famiglia della donatrice che si è trasformato in generosità immensa e anche per questo il miracolo della vita si è ripetuto, nonostante tutto.

admin

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