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In Veneto, l'infermiere va "a tempo"

Inizialmente era sembrata a tutti una follia e qualche sindacato aveva anche avanzato l’allarme licenziamenti. Ma non è nulla di tutto questo, la “rivoluzione ospedaliera” in atto in Veneto dove, dal 1 gennaio, una delibera regionale ha approvato l’esperimento degli infermieri “a tempo” in tutti i reparti ospedalieri.

Si tratta in realtà di un modo per assicurare assistenza per tutti, senza file, lunghe attese o discussioni per avere la precedenza su un codice piuttosto che l’altro. L’idea è quella di stabilire in anticipo quanti minuti in media può offrire un infermiere alla cura di un singolo paziente ogni giorno e di eseguire quindi la prestazione entro e non oltre quei minuti. In caso di emergenza, o di sforamento, un infermiere di supporto può aggregarsi, discutendo la suddivisione dei propri “minuti” col collega. Un po’ come si fa con i turni di ferie.

In questo modo sono previsti qualcosa come 230 minuti di cure per chi è ricoverato in Malattie Infettive, chi sta in Medicina Interna ne prevede 185, mentre in Rianimazione si può arrivare a 700 minuti al giorno, e così via. Si spera così di rendere il servizio efficace, veloce ma soprattutto attento e preciso nei limiti del possibile. L’infermiere veneto dovrà essere all’avanguardia nell’assistenza ai pazienti, facendoli sentire come ospiti di un hotel di lusso con tutte le attenzioni rivolte unicamente a loro. Se ci riusciranno davvero sarà il tempo a dirlo, e comunque sarebbe una grande innovazione davvero.

admin

0 Commenti

  1. <>. Avete scambiato l’infermiere col cameriere…

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