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Sardegna: muore a 34 anni dopo essere stata dimessa due volte dall'ospedale

Non vogliono parlare di “malasanità”, i parenti di Laura Tiddia, anche se la loro ragazza è morta a soli 34 anni lasciando il marito e un bimbo di appena 3. Non vogliono parlarne perchè sono talmente tanti i dubbi e i perchè che stabilire con certezza una sola responsabilità è azzardato. Resta il fatto che Laura non c’è più e che forse poteva ancora esserci.

Il primo campanello di allarme alla Vigilia di Natale. Laura va al pronto soccorso di Iglesias per capire cosa sono quei forti dolori intercostali che le impediscono di respirare. Viene visitata e rimandata a casa con una diagnosi innocua. Laura si rasserena, vive le Feste con i suoi cari ma il 27 dicembre tornano i dolori, ancora più violenti. Nuova visita al pronto soccorso, nuova visita e diagnosi simile alla prima: nulla di cui preoccuparsi.

Ma i dolori non vanno via, e la famiglia di Laura la convince a farsi visitare dal medico di famiglia che la sottopone a tutti i controlli del caso il 30 dicembre ma mentre la visita è in corso la ragazza ha un malore e muore poco dopo. Ora stanno indagando i carabinieri, sia presso il medico che presso l’ospedale di Iglesias, per capire come sia possibile che un disturbo rivelatosi mortale sia stato diagnosticato per ben due volte come innocuo. Forse si è trattato di infarto, forse di una emorragia interna, forse era destino che Laura morisse così, a 34 anni, ma la famiglia vuol sapere perchè questa morte è arrivata con una diagnosi “tranquillizzante” alle spalle.

admin

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