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Influenza, siamo nel pieno: picco atteso per fine mese

Siamo nel pieno dell’epidemia influenzale, come ampiamente ipotizzato negli scorsi mesi. L’influenza è arrivata per le Feste, puntuale come sempre, mettendo a letto quasi 500.000 persone di cui almeno 100.000 bambini in età prescolare. Sono proprio loro i “veicoli” principali del virus (il più diffuso quest’anno è l’AH3N2, uno dei tre compreso nei vaccini) e proprio tra i più piccoli si sta registrando un aumento del contagio.

Si è passati da 1,5 casi su 1.000 a 4 casi su 1.000 nell’arco di sole due settimane e ora, con la riapertura delle scuole dal 7 gennaio in poi, potrebbe esserci una ulteriore espansione. Il picco dell’influenza è atteso quindi per la fine del mese e potrebbe trascinarsi anche per tutto febbraio, portando quasi un milione di persone a rimanere in casa a curarsi. Ma l’influenza si può ancora evitare, anche se è difficile sfuggire al contagio che passa tramite un colpo di tosse o una stretta di mano (importante dunque l’igiene, dopo essere stati in luoghi affollati o all’aperto).

Chi è a rischio per malattie cardiache, pneumopatie, diabete o fibrosi cistica deve e può ancora vaccinarsi e evitare le occasioni di contagio. Chi si è già ammalato deve soltanto rimanere a casa, seguire le cure del medico e evitare “colpi di testa”, assicurandosi di uscire dal letto solo quando il termometro segna 36 gradi, non prima. Si rimane contagiosi fino a 7 giorni dopo la comparsa dei sintomi, dunque è importante anche avere cura di non tossire o starnutire in faccia agli altri, evitare (se non è necessario) di ricevere gente finché si sta male e comunque curare sempre bene l’igiene delle mani. Osservate la dieta e il riposo che viene prescritto alla lettera.

admin

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