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Terapia Zamboni: parte la sperimentazione nelle Marche

Il progetto si chiama “Brave Dreams”, cioè sogni coraggiosi. Perchè sognare non costa niente e farlo in grande, soprattutto nel campo della ricerca medica, può salvare delle vite. La terapia del professor Zamboni rientra in questo mondo di sogni coraggiosi e da oggi sarà anche realtà, dato che la Regione Marche ha avviato la sperimentazione tanto attesa (la delibera che l’approvava è del 2010!).

Secondo la teoria del professore romagnolo, intervenendo con un’angioplastica dilatativa sui vasi sanguigni che portano il sangue al cervello si può fermare il disturbo conosciuto come CCSVI (Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale) possibile causa dell’insorgere della Sclerosi Multipla in alcuni individui. Come tutte le novità, anche questa terapia è stata inizialmente osteggiata: non tutti, ancora oggi, sono convinti della sua piena efficacia, perchè pare funzioni solo su alcuni tipi di Sclerosi Multipla (in fase iniziale) e in altri non risolva assolutamente nulla. Molte regioni però hanno aperto i propri ospedali alla sperimentazione, come la Toscana, la Sicilia e appunto le Marche.

Il 31 dicembre, a Macerata, è stato effettuato il primo intervento di angioplastica dilatativa in uno dei 30 pazienti che si erano prestati per la sperimentazione avviando così una strada nuova per la speranza di molti marchigiani che finora erano stati costretti a uscire fuori regione per tentare questa cura. L’ospedale di Macerata, a detta di alcuni dei suoi rappresentanti più autorevoli, considera questa terapia uno “studio molto serio per dare risposte definitive sull’associazione tra la CCSVI e la Sclerosi Multipla” e dunque un’oppportunità importante da sfruttare pienamente e da vivere in prima persona. La regione ha già ricevuto molte richieste di persone che vorrebbero sottoporsi alla sperimentazione, da tutta Italia e anche dall’estero.

admin

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