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Fallito il "trapianto anti-AIDS", ma per i ricercatori c'è ancora speranza

Cinque anni fa si sottoposero a un’operazione di trapianto di midollo osseo nel corso di una sperimentazione che ipotizzava di poter fermare la natura trasformista del virus HIV grazie a un rafforzamento programmato del sistema immunitario. Dei pazienti che avevano accettato la sfida, due diedero subito risultati strabilianti: l’AIDS scomparve dal loro corpo.

Prima di esultare, i pazienti furono monitorati per settimane e si vide che la malattia non tornò mai più per cui, passati un numero di anni, la scorsa primavera venne dichiarato al mondo che l’AIDS era stato sconfitto da un semplice trapianto di midollo. Vittoria importante che però si è rivelata un fallimento nel novembre scorso, quando su entrambi i pazienti “guariti” è tornata a manifestarsi l’AIDS. Cosa è successo?

Forse c’è stata troppa fretta da parte dei ricercatori che, trascorsi quattro anni dalla scomparsa del virus, hanno sospeso le cure ai pazienti convinti che fossero ormai immuni. L’HIV invece era sempre là, nascosto da qualche parte e ancora vivo e attivo, in attesa di avere campo libero. Nonostante la delusione per tutti, i ricercatori sono ottimisti: c’è ancora speranza di vincere questo nemico ostinato, proprio grazie a questo fallimento. Ora sappiamo che il virus va in quiescenza ma non muore e dobbiamo scoprire dove si “nasconde” quando è innocuo e come mai rimane vivo. Una sfida in più, insomma, che riapre i lavori verso nuovi obiettivi.

admin

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