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Ricerca: la sperimentazione sugli animali è davvero questo inferno?

Il caso di Caterina ha riportato in auge una polemica che, a tratti, torna a occupare le pagine dei giornali. La sperimentazione medica sugli animali: da vietare o da tollerare? Certamente, qualunque sia il pensiero, non è tollerabile minacciare una ragazza malata perchè chiunque, nei suoi panni, avrebbe apprezzato le cure che tengono in vita, da qualsiasi fonte esse vengano. In secondo luogo, conosciamo davvero quello di cui stiamo parlando, ovvero la sperimentazione su animali?

La legge è molto chiara a riguardo: l’animale non deve soffrire. E l’animale non soffre, perchè viene sempre sedato se si deve intervenire in modo invasivo sul suo corpo. Sono rarissimi, e particolari, quei casi in cui questo non avviene. Inoltre, la maggior parte degli “esperimenti” sugli animali sono indolore (assumere medicine, osservare comportamenti in determinate situazioni, osservare atteggiamenti dopo una determinata provocazione) e in tanti altri casi si tratta di bestie già malate che, grazie ad alcuni test, riescono pure a guarire.

I ricercatori hanno l’obbligo di evitare sempre e comunque la sofferenza dei loro animali e hanno anche il dovere morale di trovar loro una sistemazione quando non sono più necessari e tanti lo fanno. Occorre ricordare che grazie a queste ricerche sui nostri amici animali, il 90% delle volte si trovano cure che salvano la vita all’uomo ma anche all’animale stesso. Ogni medicina che usiamo è stata prima testata sugli animali e, purtroppo, anche ogni prodotto per la bellezza della nostra pelle o per il nostro trucco. Gli animalisti estremisti non fingano di non saperlo, quando comprano un rossetto alla fidanzata o quando si spalmano una crema corpo o quando prendono analgesici contro il mal di testa.

admin

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